Chiesa bizantina di San Salvatore

La chiesa di San Salvatore è tutto ciò che rimane dell'omonimo monastero bizantino, menzionato per la prima volta nel 1310 in occasione della partecipazione del suo egumeno al concilium Ydrontinum

Descrizione

A non grande distanza da San Mauro vi è il complesso di San Salvatore, o meglio quello che ne rimane.

L'abbazia fu costruita, a differenza di San Mauro, non sulla serra, ma in pianura, in una zona rocciosa, in un sito che doveva trovarsi vicino ad un importante snodo viario (vie per Gallipoli - Nardò - San Mauro e probabilmente verso altri luoghi), quindi strategicamente rilevante. Davanti al complesso vi sono diverse tracce di carrare, cioè dei solchi scavati dalle ruote dei carri nella dura roccia nel corso dei secoli.

La prima attestazione dell'esistenza dell'abbazia risale solo al 1325, ma è certo che il complesso originario fu realizzato molto tempo prima.

San Salvatore fu il secondo monastero basiliano per importanza nella zona di Gallipoli, dopo quello non lontano di San Mauro e, a quanto è dato di capire, dovette avere una grande importanza anch'esso nell'organizzazione basiliana, probabilmente di natura prettamente economica.

Versa in pessime condizioni di conservazione, in quanto, tra l'altro, un'ala del complesso è crollata in epoca imprecisata, mentre tutto il resto è lasciato in totale abbandono. Anche questa struttura, al pari di San Mauro, insiste su proprietà privata. La chiesa presenta una stretta analogia con quella di San Mauro, con la medesima divisione interna in tre navate; degli affreschi originari, che un tempo ricoprivano interamente le pareti, non è rimasto quasi niente; si intravedono solo, nell'abside, quattro figure di Santi vescovi con dei cartigli in mano, analoghi a quelli presenti in San Mauro, e, al di sopra, tracce quasi illeggibili di una scena sacra che una studiosa, Falla Castelfranchi, ha identificato come una Deésis ("manifestazione"), la quale darebbe conto del nome dell'abbazia.

Nelle vicinanze, vi sono alcune fosse granarie scavate nella roccia, prive ormai della loro copertura e altre evidenti tracce dell'originario insediamento dei monaci, come una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana.

Dopo l'età basiliana, San Salvatore divenne dapprima -come S.Mauro- un'abbazia commendatizia, cioè una sorta di beneficio ecclesiastico per taluni cardinali romani, e successivamente si trasformò in una masseria con i suoi caratteristici curti (recinti), conservati in parte. Vennero realizzate altre costruzioni come una stalla posta nella zona retrostante la chiesa, mentre le stanza poste al piano terra ed al primo piano, ora in buona misura crollate o pericolanti, sono di datazione incerta.

Modalità di accesso

Sito accessibile a tutti

Indirizzo

Sannicola 73017 LE

Contatti

Indirizzo: Sannicola LE 73017

Ultimo aggiornamento: 27/05/2024, 14:39

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